Gruppo Naturalistico Antonia dal Sasso


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Gite in programma nel 2008

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ELENCO CRONOLOGICO GITE ANNO 2008


23-24 FEBBRAIO 2008
WEEK END INVERNALE IN VALLE AURINA
“Il fascino di una valle incantata”

La Valle Aurina, una valle lunga e profonda che da Brunico arriva fino al confine austriaco, è l’ambiente scelto per la due giorni invernale.
Scopriremo paesaggi magici ed irripetibili che solo il manto nevoso riesce a creare, sapremo scorgere forme particolari e disegni impensabili formatisi con la neve od il ghiaccio, apprezzeremo i silenzi, le luci e le ombre nelle forme più profonde e varie.
Due le escursioni previste, la prima il sabato nella Valle di Riobianco, vallata che si diparte da Lutago e si spinge fino alle propaggini delle Mesule e della Cima di Campo, vette al confine con l’Austria, e la seconda la domenica nella parte terminale della Valle Aurina con partenza da Casere in direzione della Vetta d’Italia.
Si segue inizialmente il corso del torrente Aurino prima di salire sulla sinistra della valle fino a raggiungere le malghe situate nelle ampie conche prative, ora completamente innevate, attorno ai 2.000 metri di quota con vista impareggiabile sul Picco dei Tre Signori ed il Pizzo Rosso di Predoi.


Presentazione gita: serata in sede
Difficoltà e tipo di escursione: Escursionismo invernale
Tempo di percorrenza: 5-6 ore di media
Dislivello: 600 m. circa
Materiali ed abbigliamento: invernale, da media-alta montagna (racchette da neve)
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Paolo Artuso e Giancarlo Bizzotto


09 MARZO 2008
SENTIERO DIDATTICO “ANTONIA DAL SASSO” (Uscita per manutenzione)

Responsabile: Claudio Bizzotto


30 MARZO 2008
BRENDOLA
“Primavera sui Berici Occidentali”

L’itinerario, che si sviluppa nel territorio collinare posto alle spalle dell’abitato di Brendola, consentirà di apprezzare sia aspetti geo-paleontologici che storico-naturalistici che la zona offre nel contesto del Monti Berici. Il periodo scelto permetterà di cogliere il risveglio della natura con le prime fioriture ed il progressivo rinverdire dei prati e delle piante segno evidente che l’inverno è ormai trascorso.
Dal punto più elevato del percorso lo sguardo spazierà sulle Piccole Dolomiti a Nord e sulla sottostante Val Liona a Sud con la sua caratteristica piana.


Difficoltà: E scursionistico - giro ad anello
Dislivello: 200 m. circa
Tempo di percorrenza : 4-5 ore
Materiali ed abbigliamento: da media montagna
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Nicolò Dal Prà


13 APRILE 2008
ALTA VIA DEL TABACCO
“Da Campolongo sul Brenta a S. Eusebio”

Ultimo tratto del lungo percorso che da località Costa di Valstagna ci ha portato con tre tappe a Valstagna, Oliero ed infine, l’anno scorso a Campolongo. E proprio da qui comincerà l’ultima tappa. Saliremo un tratto del ‘sentiero naturalistico Antonia Dal Sasso’ fino ad incrociare la strada di collegamento della Gualiva che la si lascia al tornante, si incrocia subito dopo una mulattiera, più avanti una seconda (sentiero n.765), infine un'altra strada bianca. La si risale fino al successivo tornante per prendere il sentiero che si inerpica fino ad una casa abbandonata. Ricomincia qui il saliscendi in quota che conduce al versante sopra l'abitato di Campese. Incrociato il sentiero n.763, lo si risale per abbandonarlo subito dopo e continuare fino alla strada forestale che taglia tutto il versante fino a Caluga. Al bivio, in centro al paese, si prende la strada a sinistra (Vallison) e, dopo un breve tratto, un'altra che risale a destra. A fianco di un cancello ricomincia il sentiero, che scende per il versante opposto. Ad un bivio, a sinistra fino all'eremo di San Bovo. Si torna per la mulattiera d'accesso alla chiesetta e, al successivo bivio, si scende per il sentiero che porta, nel fondovalle, alle case di Sarson. Tra queste (dopo il semaforo a sinistra), il sentiero scende sulla riva del Brenta, che segue per un lungo tratto, abbandonandola infine per portarsi accanto a Villa Cà Michiel.


Difficoltà: Escursionistico
Dislivello: 600 m circa
Tempo di percorrenza: 6 ore circa
Materiali ed abbigliamento: da media montagna
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Claudio Bizzotto


1-2-3-4 MAGGIO 2008
ISOLA D’ELBA
“Tra le dorsali orientale e centrale”

Dopo tre anni ritorniamo all’Isola d’Elba per visitare la parte sud-est ancora sconosciuta. Approfondiremo la natura e la storia della terza isola italiana a lungo intrecciate per produrre, in poco spazio, una straordinaria quantità di ambienti e culture. Anche questa volta, percorrendo pochi chilometri a piedi potremo partire dal mare e arrivare in montagna. Potremo visitare i resti di una fortezza di altura etrusca e poi tuffarci in mare da una spiaggetta a qualche centinaio di metri.
Chi visita per la prima volta l’isola d’Elba si meraviglierà di come, voltata una curva, si trovino scenari inaspettati e differenti. Sembra che la sua complessa natura geologica abbia condizionato tutto il resto, e a guardar bene e' proprio così. Per le particolari caratteristiche del territorio l’isola racchiude al suo interno un alternarsi affascinante di ambienti: da zone di macchia mediterranea a vallate montane ognuna delle quali ha un suo microclima ed ecosistema con specie vegetali endemiche, come la viola dell’Elba, il fiordaliso del Monte Capanne, vari tipi di orchidee spontanee, il limonio elbano o il prezioso tasso che testimonia l’esistenza di un’antica foresta oceanica.


01 maggio: Partenza da Bassano ed arrivo a Fetovaia (base dell’escursione)
02 maggio: La Dorsale Orientale:
Percorso: da Cavo - Porto Azzurro
Durata: 8 ore
Quota massima: mt 516 slm.
Dislivello complessivo: mt 878
Interesse: geologico, storico, panoramico
03 maggio: La Dorsale Centrale:
Percorso: Porto Azzurro - Marina di Campo
Durata: 8 ore
Quota massima: mt 377 slm
Dislivello complessivo: mt 859
Interesse: storico, panoramico
04 maggio: Rientro a Bassano

Presentazione gita: serata in sede
Difficoltà e tipo di escursione: Escursionistico
Materiali ed abbigliamento: da media montagna
Trasporto: Pullman
Iscrizioni: per problemi organizzativi è necessaria la prenotazione con congruo anticipo
Responsabile: Claudio Bizzotto


18 MAGGIO 2008
ANELLO DELLA VAL CANZOI
“Dove il lavoro dell’uomo si fonde con la natura”

La Val Canzoi è sicuramente una delle più belle valli del Feltrino. Ora quasi abbandonata, a parte pochi mesi all’anno per frequentazioni turistiche, era un tempo sede di produzione di calce. Ancora oggi si possono trovare diversi resti di ‘ calchere ‘ , costruzioni in pietra dove venivano cotte rocce calcaree per essere trasformate prima in calce viva e poi calce spenta per uso edilizio.
Il sentiero proposto attraversa la valle sia sul versante sinistro che destro del torrente Caorame.
È un sentiero semplice con poco dislivello anche se con diversi saliscendi. L’unica difficoltà potrà essere rappresentata dal tempo di percorrenza che sarà dalle sei alle sette ore.


Difficoltà e Tipo di escursione: Escursionistico – giro ad anello (Impegnativo solo per la lunghezza)
Tempo di percorrenza: 6 - 7 ore
Dislivello: 400 m. circa
Materiali ed abbigliamento: da media montagna. Consigliati pantaloni lunghi
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Carlo e Cristiana Ronchi


1 GIUGNO 2008
VAL SCHIEVENIN (Massiccio del Grappa)
“Fioriture tra le guglie in Val Sassumà”

Si sa che la soddisfazione per la riuscita ascesa ad una cima o ad una cresta non dipende dall'altezza della stessa. Può trattarsi di una catena minore ma più d'altre capace di regalare momenti indimenticabili. Valli dall'aspetto selvaggio circondate da rocce sventrate dove si corre il rischio di non incontrare nessuno. Cosa che oggi però, per molti, non è certo un difetto. Queste sono la Val d'Inferno e la Val di Sassumà nel massiccio del Monte Grappa. Iniziando nelle vicinanze dell'abitato di Schievenin (540 m.) e seguendo il sentiero n° 848, fiancheggiando la grotta di S.ta Barbara, saliremo per un bosco misto dove si potranno osservare grossi cespi della rosa di natale seguiti da boscaglie di nocciolo. Tra speroni erbosi e guglie rocciose, si raggiunge la stretta sella della Forcella Bassa (1.041 m.) dove ci raccorderemo con il tracciato dell'Alta Via degli Eroi (sent. n° 847). In breve, attraverso la Forcella Alta (1.222 m.) raggiungeremo i ruderi delle case Zavate. Da qui inizia il sentiero n° 842 che percorreremo in un ambiente fortemente antropizzato. Questi si cala nella Valle di Sassumà. Circondati da robusti cespi di ginestra stellata, in un valloncello nettamente isolato dai dirupi circostanti, appare un alto e svettante torrione. <<…snello ed elegantissimo nella sua forma a candela - lo descrive Italo Zandonella - vero capolavoro della natura…>>. E' il campanile Manuela (784 m.). Proseguendo la discesa attraverso delle pareti verticali e passando per un gola angusta, arriveremo al fondo valle dove concluderemo la nostra escursione. Il percorso potrà subire delle variazioni a causa delle condizioni del terreno. Il percorso verrà illustrato in sede Cai il giorno 29/05/08 ore 21 dall'accompagnatore dott. Gianni Frigo, che ci guiderà anche nell'uscita domenicale.

Partenza: ore 7:30 dal piazzale della Stazione ferroviaria di Bassano del Gr.
Difficoltà e tipo di escursione: percorso ad anello (EE)
Tempo di percorrenza: ore 5 ½ - 6
Dislivello in salita: m 742
Materiali ed abbigliamento: media montagna
Trasporto: mezzi propri
Pranzo: al sacco
Iscrizioni: in sede martedì 27/05/08 o giovedì 29/05/08 ore 21 - 22:30
Responsabile: Roberto Verin (cell.320-1733373)

N.B.: Al momento dell'iscrizione è possibile sottoscrivere la polizza assicurativa facoltativa per infortuni (€ 1,30 a persona al giorno) e la polizza kasko per le auto (€ 4,00 per auto al giorno). Per motivi legati alle assicurazioni è obbligatoria l'iscrizione, entro e non oltre giovedì 29/05/08 in sede Cai, pena l'esclusione dalle coperture assicurative.


DOMENICA 22 GIUGNO 2008
PARCO NAZIONALE DELLE DOLOMITI BELLUNESI -SENTIERO DI S. ANTONIO-
“Dall’abitato di Aune agli incantevoli scenari della Busa delle Vette”


L'escursione si svolge nella parte occidentale del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi costituito circa una decina di anni fa. L'itinerario ha inizio dal paese di Aune (891 m. sent. 810). Un antico sentiero per pastori parte dal cuore del paese, risale il Valon d'Aune e raggiunge gli alti pascoli d'alpeggio delle Vette feltrine. Il percorso, noto come "sentiero di S. Antonio", da un'effige del Santo che si trova in prossimità di una modesta sella nella parte superiore del vallone, è adatto agli escursionisti amanti dei luoghi selvaggi e poco frequentati; a tratti si presenta difficile per la pendenza ma di elevato pregio naturalistico. Già a modesta altezza, colpiscono e affascinano i fenomeni geologici e geomorfologici, risultato di una complessa attività di sedimentazione, di spinte e di erosioni in corso da milioni di anni. I cicli glaciali, i pendii erbosi, le pareti verticali, gli sfasciumi, gli inghiottitoi e le doline, tutte forme tipiche del paesaggio delle Vette, contribuiscono a creare una flora fra le più ricche dell'area alpina, con un numero insolitamente elevato di specie rare ed endemiche. Interessante è anche la fauna vertebrata, caratterizzata dalla presenza del camoscio, del gallo forcello, della coturnice, della pernice, ecc… Il percorso in salita costeggia ghiaioni colonizzati da arbusti, rose di macchia, salici e ginepri i quali poi lasciano il posto a lisce pareti verticali con nicchie incavate contenenti antiche statuette votive. Un breve tratto di corda metallica rende sicuro il percorso e ci permette di ben individuare il livello di soglia del ghiacciaio del Quaternario che in quel punto precipitava nella Busa del Cavarèn verso valle, alimentando il ghiacciaio della Val Cismon. Superato lo Scalon de Monsampian raggiungeremo la Malga di Monsampian (1.902 m.). Ora, per la vecchia strada militare (sent. 810), passeremo attraverso la Busa del Cavarèn e della Val Caneva, due conche contigue, naturali depositi di neve. Notizie storiche segnalano nell'anno 1.724 la presenza di oltre 1,5 metri di neve a metà luglio. Oggi, il piccolo nevaio può conservarsi fino ai primi giorni di giugno. Nel percorso incontreremo svariate fioriture come, l'orecchia d'orso, il rododendro nano e la rarissima "contusa matthioli". Raggiungeremo il rifugio Dal Piaz a 1.924 metri (1,5 ore dalla Malga Monsampian) punto più alto della nostra escursione. Quindi inizieremo la discesa attraverso una comoda carrareccia (sent. 801) che tra boschi di ontano verde, faggio e ciliegio dove raggiungeremo Passo Croce d'Aune (1.015 m.) e Aune. Il percorso richiede un buon allenamento, data la ripidità della salita e la lunghezza del percorso mitigata dalle soste culturali fatte dalla nostra guida parco che ci accompagnerà per tutta l'escursione.


Partenza: ore 6:30 dal piazzale della Stazione ferroviaria di Bassano del Gr. ore 7:30 ritrovo con le guide al parcheggio birreria Pedavena Feltre
Difficoltà e tipo di escursione: percorso ad anello (EE)
Tempo di percorrenza: ore 6 ½ - 7
Dislivello in salita: m 1.100
Materiali ed abbigliamento: media montagna
Trasporto: autobus
Pranzo: al sacco
Costo: € 6,00 per la guida + costo autobus (se polizza kasko € 4,00 x auto)
Iscrizioni: in sede martedì 17/06/08 ore 21 - 22:30
Responsabile: Roberto Verin (cell.320-1733373)


DAL 5 AL 13 LUGLIO 2008
PARCHI CANARI E VULCANO TEIDE (m. 3.718) (Tenerife/Spagna)
“Il fascino della natura primordiale”

L’Arcipelago delle isole Canarie è un affioramento vulcanico sorto nell’oceano atlantico di fronte alle coste sahariane. Di questo visiteremo due isole tra le più significative e cioè Tenerife e La Gomera. Il possibile clima desertico dell’arcipelago, dovuto alle vicinanze con il Sahara, è mitigato dall’influenza dell’oceano e dal vento. D’inverno la corrente del golfo riscalda l’atmosfera, mentre d’estate i venti alisei la rinfrescano. L’escursione termica si attesta da un minimo di 17° d’inverno ad un massimo di 25° d’estate. L’ambiente varia dal parco marino con il passaggio delle balene e la vivace presenza dei delfini, a zone aride tropicali, a boschi millenari, ad aridi coni vulcanici, dando al nostro viaggio un’impronta naturalistico botanica d’alta valenza.
In particolare l’isola di Tenerife, la più accidentata dell’arcipelago, è percorsa trasversalmente dalla catena montuosa che culmina nel vulcano Teide, che divide così l’isola in due parti chiaramente differenti: il nord, fertile, umido e boscoso; il sud, desertico con il predominio dei colori ocra e terrosi: per questo l’isola ha preso il nome di “isola delle due facce”.
“Scoperta” nel XV secolo dai conquistatori, questi trovarono degli aborigeni che vivevano come nell’età della pietra abitando nelle grotte, adorando gli astri e mummificando i morti ( tuttora visibili). Comunicavano anche solamente fischiando, sistema usato ancora oggi a La Gomera.
Nella parte centrale dell’isola a 2.200 metri, sorge il cono del vulcano Teide appoggiato a “Las Canadas del Teide”, un’enorme caldera vulcanica a forma di fossa dal perimetro di 45 KM. Zona geologicamente varia con ossidiana, basalto, zolfo, etc che conferiscono al paesaggio colori ricchi ed intensi. Le ultime colate laviche, simili a fiumi di lava pietrificati, danno colorazioni rossicce e nere creando inoltre delle piccole lagune che raccolgono le acque di disgelo primaverili. Ecco che compaiono allora anche le specie floreali tipiche dell’isola: il “rosaio del gaunches”, l’erba “pajonera”, il “fiore del mal pais”, la ginestra bianca, il tajianaste rosso e azzurro, etd… La fauna è rappresentata dal muflone, dal gatto selvatico, il ramarro “tizòn”, l’uccello “azzurro del Teide”, l’aquila e l’avvoltoio.
Un vero “Paradiso vegetale” titolo della pubblicazione del famoso naturalista geologo A. Von Humboldt che visitò l’isola un secolo fa, realizzando importanti scoperte scientifiche.


1° GIORNO – SABATO 05.07.2008 (PARTENZA)
Trasferimento con volo di linea a Tenerife (circa 6 ore di volo più scalo intermedio)

2° GIORNO – DOMENICA 06.07.2008 (LORO PARQUE – PUERTO DE LA CRUZ)

Parco turistico faunistico con vegetazione subtropicale. All’interno ci sono ad esempio 230 specie di pappagalli, 2.000 orchidee ed attrazioni con orche, leoni marini e delfini ecc. d’autentico livello internazionale.


3° GIORNO – LUNEDI’ 07.07.2008 (TREKKING A MASCA)

Da un villaggio a 873 m. di quota, ex ricovero di pirati, immerso su un panorama mozzafiato, scenderemo attraverso una gola per arrivare in una spiaggia esclusiva (3 ore di cammino). Dopo un bagno tonificante ci aspetterà un’imbarcazione con la quale andremo a vedere i delfini in libertà, passando a fianco delle vertiginose scogliere De Los Gigantes.


4° GIORNO – MARTEDI’ 08.07.2008 (TREKKING A TAGANANA – PARCO RURALE ANAGA)

Area naturale protetta con prevalenti specie vegetali di laurifoglio sopravvissute all’epoca glaciale tanto da considerarle “reliquie di vegetazione terziaria sul nostro pianeta” (5-6 ore di cammino – 700 m. di dislivello). Veloce visita alla capitale Santa Cruz.


5° e 6° GIORNO – MARTEDI’ 09.07.2008 E MERCOLEDI’ 10.07.2008 (VULCANO TEIDE -3.718 M.- PARCO NAZIONALE DE LA CANADAS)

E’ un vulcano parzialmente attivo che ha generato l’isola di Tenerife ed è la montagna più alta di tutta la Spagna, Sua caratteristica è la gigantesca caldera e la continua varietà di colori del terreno dovuta a colate sovrapposte ed erosioni a varai profondità.
Il primo giorno andremo alla “base” del vulcano dentro il Parco Nazionale De La Canadas De Teide (2.200 m.), iniziando il percorso per una strada carrareccia fino al, molto spartano, rifugio Altavista (3.200 m. –3-4 ore di cammino). Si dorme con sacco a pelo fornito sul posto, a causa del forte sbalzo termico, anche 20°-25°.
L’indomani, dopo le foto dell’alba, per sentiero saliremo in vetta al Teide (3.718 m. – 3 ore circa) panorama a 360° sull’isola, sull’arcipelago e sull’africa magrebina. Il ritorno avverrà per lo stesso percorso dell’andata.


7° GIORNO – VENERDI’ 11.07.2008 (TREKKING AL PARCO NATIONAL DE GARAJONAY DE LA GOMERA)

Dal porto De Los Cristianos con ferryboat raggiungeremo l’isola De La Gomena. L’isola (ultimo approdo di Cristoforo Colombo prima del viaggio alla scoperta dell’America) è stata dichiarata “patrimonio dell’UNESCO” ed è formata da un ambiente simile alla jungla a causa dell’umidità dovuta ai venti alisei che passano a bassissima quota. Attraverseremo questo particolarissimo ambiente con un percorso di 4-5 ore (dislivello 300-400 m.).


8° GIORNO – SABATO 12.07.2008 (ESCURSIONE TURISTICA A NORD DI TENERIFE ICOD DE LOS VINOS – GARACHICO – OROTAVA)

Parte storica e più coltivata dell’isola. Zona a forte tradizione enologica (leggi malvasia), ma anche di coltivazione della banana, con porticcioli di pescatori, scuola di merletti, paese semisepolto dalla lava, ecc.


9° GIORNO – DOMENICA 13.07.2008 (RIENTRO)
Trasferimento con volo di linea da Tenerife (circa 6 ore di volo più scalo intermedio)

Documenti: documento di riconoscimento valido per l’estero
Materiali ed abbigliamento: leggero per escursioni a bassa quota e da alta montagna per salita al Teide (sacco lenzuolo e tanta acqua)
Trasporto: aereo + pullman + ferryboat
Accompagnatori: guida alpina qualificata per i trekking e guida turistica per il restante (lingua italiana)
Disponibilità: posti per 28 persone
Responsabile: Franco Faccio


2-3 AGOSTO 2008
TRAVERSATA CARNICA – DAL MONTE ELMO AL QUATERNA
“Sulla panoramica dorsale di confine Italo.Austriaca”


La Traversata Carnica, conosciuta anche come Alta Via Carnica, collega il Monte Elmo sopra Sesto Pusteria a Tarvisio, percorrendo la cresta di confine Italo-Austriaca. Dal 2002, anno internazionale delle montagne, questa traversata è parte della Via Alpina che si estende per ca. 5.000 Km da Trieste attraverso l’arco alpino fino al Principato di Monaco.
Geograficamente il Monte Elmo è situato all’inizio del crinale Carnico ed è perciò il punto di partenza ideale per la nostra escursione panoramica, con sguardo che spazia dalle Dolomiti di Sesto al Tirolo orientale, fino al magnifico regno dei ghiacciai delle Alpi Centrali con il Großglockner. Questa cresta esibisce una flora ed una fauna grandiose che si distinguono completamente da quelle delle vicine Dolomiti ed è considerata l’itinerario escursionistico più bello nel sud dell’Austria; interessante anche l’aspetto storico per i resti di vecchie trincee e postazioni della prima Guerra Mondiale.
Con la nostra escursione partiamo dalla stazione a monte della funivia Monte Elmo (2050m), passando per il rif. Gallo Cedrone e risalendo il costone fino al Monte Elmo (2434m). Il sentiero prosegue per la Sella Leckfeldsattel (2381m) verso il rifugio austriaco Sillianer Hütte (2447m), dove ci fermiamo per la cena ed il pernottamento.
Il secondo giorno partenza per il Monte Arnese (2550m), discesa sulla sella Klammbach, da dove risaliamo il costone roccioso fino alla Cima Pontegrotta (2581m). Da qui, continuando per buon sentiero di cresta si passa per la Sella di Nemes, La Muta, Cima Valbella, Montagna del Ferro (2665m) fino alla Sella Frugoni e Passo Silvella (2329m) per risalire da ultima la Cima del Col Quaternà (2503m). Da questo punto, discesa per malga Nemes, poi per boschi alla Loc. Froneben di Moso (1540m) e quindi alla stazione a valle della funivia di Sesto Pusteria.


Difficoltà e tipo di escursione: Escursionistica, a tratti EE
Tempo di percorrenza: 7-8 ore al giorno
Dislivello: saliscendi con varie cime
Materiali ed abbigliamento: da alta montagna
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Maria Garbo


29-30-31 AGOSTO 2008
TREKKING NEL PARCO NATURALE PUEZ-ODLE
“Guglie e pinnacoli rocciosi”


Il Parco Naturale Puez-Odle è stato il terzo in ordine di tempo, dopo quelli dello Sciliar e di Tessa, ad essere istituito dalla Provincia Autonoma di Bolzano con l’intento di mettere sotto tutela aree ancora intatte di elevato interesse naturalistico ed ambientale. La caratteristiche di questo gruppo montuoso sono prettamente dolomitiche; anche qui, come già nello Sciliar, erte pareti si innalzano a sorreggere un esteso altopiano, quello della Gardenaccia, che conserva caratteri di integrità quasi totale. L’altopiano è in larga parte sede di intensi fenomeni carsici che eliminano qualsiasi deflusso superficiale delle acque, e che gli conferiscono un aspetto arido e desolato. Nel Puez-Odle buona parte delle cime sono costituite da resti di antiche scogliere coralline che hanno dato origine alla cosiddetta Dolomia dello Sciliar; al di sopra di questa formazione si trova un consistente banco di Dolomia Principale i cui bianchi strati si estendono sull’altopiano della Gardenaccia. Il massiccio è solcato dalla Vallunga profonda incisione di origine glaciale che da Selva di Val Gardena s’incunea a nord est giungendo fino al cuore del gruppo. E’ questo uno degli ambienti più caratteristici del Parco; oltre alle peculiarità morfologiche sono particolarmente interessanti le associazioni vegetali che popolano il fondovalle, mentre tutta la zona è da tempo un’area privilegiata per il ripopolamento del camoscio. Alle quote più basse, attorno al nucleo centrale del parco, si estendono fitte foreste che occupano valli quiete dalle intatte caratteristiche ambientali. Una di queste valli, quella di Funes, può a ragione essere considerata un vero e proprio parco dentro il parco per la ricchezza del manto forestale, costituito da fitte abetaie e da zone a cembri e larici, e per le caratteristiche geologiche che ne fanno un punto d’incontro tra complessi rocciosi di origine diversa. La valle è infatti impostata su una linea di faglia, la cosiddetta Linea di Funes, una delle fratture più importanti di tutta la zona dolomitica; qui più che altrove risultano evidenti gli stretti rapporti tra morfologia della superficie terrestre e strutture profonde della crosta.


1° GIORNO - VENERDI’ 29.08.2008 - Da Malga Zannes (m. 1.685) al Rif. Genova (m. 2.301) -

Itinerario che attraversa una parte delle belle abetaie della Foresta Nera al di sopra della quale si innalzano le chiare pareti delle Odle. Dal rifugio Genova la vista su questa catena è particolarmente suggestiva.


2° GIORNO - SABATO 30.08.2008 - Dal Rif. Genova (m. 2.301) al Rif. Firenze (m. 2.039)

E’ forse la tappa più interessante di tutto il percorso. Inizialmente si attraversa una zona con bellissime praterie alpine (Alpe Medalges) dove si incontrano fiori come le nigritelle, varie specie di orchidee, gigli martagoni, arniche, ecc. Al di sopra di queste distese erbose si innalzano le vette della Forchetta e della Cresta di Longiarù, mentre sul versante opposto della valle si distende la catena del Puez. Arrivati alla Forcella de la Roa (m. 2.616) si sale alla cima del Piz Doledas (m. 2.740) dalla quale si potrà ammirare un fantastico paesaggio di guglie dolomitiche. Un elemento che salta subito all’occhio del visitatore è l’assenza di un corso d’acqua sul fondovalle; questo fenomeno è dovuto alla presenza di grandi masse di detriti di falda e di conoidi sotto le quali spariscono ben presto le acque dei ruscelli e dei torrenti che scendono dagli opposti versanti della valle.


3° GIORNO – DOMENICA 31.08.2008 – Dal Rif. Firenze (m. 2.039) a Malga Zannes (m. 1.685)

Quest’ultima tappa ci riporta sul versante settentrionale del gruppo che si percorre al limite superiore della Foresta Nera. Tutto l’itinerario è di grande interesse naturalistico: nella parte iniziale si attraversano le zone prative che stanno alla base delle Fermede, poi, scavalcata la Forcella de Pana si scende un incassato canalone che porta sotto alla Piccola Fermeda. Su questo versante, alla base delle potenti serie dolomitiche, si possono osservare interessanti facies litologiche; particolarmente evidenti sono i conglomerati che si incontrano all’inizio del canalone e le serie ben stratificate delle arenarie rosse che si possono osservare sugli strati inferiori del Sass Rigais.


Presentazione gita: serata in sede
Difficoltà e tipo di escursione: EE- traversata da rifugio a rifugio, con alcuni tratti attrezzati (Materiale per ferrata)
Tempo di percorrenza: 6-7 ore in media al giorno
Dislivello: 1° giorno 750 m. – 2° giorno 600 m. – 3° giorno 700 m.
Materiali ed abbigliamento: da alta montagna
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Piero Dalla Valle


14 SETTEMBRE 2008
PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI FRIULANE
“Attorno al Campanile di Val Montanaia”

Da Longarone, saliti alla tristemente famosa diga del Vajont e passando per Erto si giunge a Cimolais .
Lasciata la strada principale, sempre in auto, ci si inoltra per la splendida Val Cimoliana (per circa 18 Km. su strada in parte sterrata) fino al parcheggio a quota 1163 sotto il rif. Pordenone.
Qui inizia l'escursione che ci consente di salire per Val Montanaia fino al famoso Campanile, poi alla forcella Cimolaia e, per i più volenterosi, anche quella di Montanaia.
La discesa avviene per la medesima via in quanto quella in un primo momento prevista per il ripido canalone che porta alla Val Monfalcon di Cimoliana si è dimostrata impraticabile e pericolosa per il terreno molto franoso e la frequente caduta di massi.


Difficoltà e tipo di escursione: EE
Tempo di percorrenza: 7 ore
Dislivello: 1.020 m.
Materiali ed abbigliamento: da media montagna
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Luigino Bordignon 0424 85110 o 333 3591239



28 SETTEMBRE 2008
DEL lagorai
“Dalla Val Montalon alla Val Sorda con i suoi laghetti”

Una escursione nel cuore del Lagorai, percorrendo sentieri storici che dal fondovalle portano a pascoli alpini: scenari incomparabili che si specchiano nelle splendide acque dei Laghetti di Montalon, delle Stellune e delle Buse Basse o di Rocco.
L’itinerario si snoda partendo dalla chiesetta degli Alpini (1336m) in Val Campelle, risale la Val Montalon verso la malga omonima (1868m) e quindi raggiunge il laghetto (2089m). Da qui risale fino alla Forcella Montalon (2133m), prosegue quindi per il sentiero della Translagorai e passa per la forcella di Val Sorda (2256m), punto massimo dell’escursione. Da tale quota inizia la discesa per i laghetti delle Buse Basse (2193-2135m), malga Val Sorda seconda (1901m) e quindi per la Val Sorda fino al ponte Conseria (1468m), da dove, seguendo una strada carrareccia, si chiude l’escursione ad anello alla chiesetta degli Alpini.


Difficoltà e tipo di escursione: Escursionistico
Tempo di percorrenza: 6-7 ore circa
Dislivello: circa 900 m.
Materiali ed abbigliamento: da media montagna
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Giancarlo Bizzotto




19 OTTOBRE 2008
CIMA MANDRIOLO
“Colori dell’altopiano”

L’escursione permette di osservare gli ampi pascoli intorno a Malga Larici: una zona poco frequentata, dove il bosco si apre in morbide conche soleggiate e punteggiate di malghe. Da Malga Larici (1.658 m.) si percorre il tracciato della strada che si dirige verso nord ovest fin presso la Malga Porta Manazzo (1.738m.). Una breve deviazione all’ampia forcella di Porta Manazzo (1.795 m.) ci permeterà di ammirare il panorama che si apre verso la Valsugana. Si prosegue quindi lungo la strada che porta ai Fondi di Campo Mandriolo e da qui con alcuni saliscendi, passando per la Bocca di Forno (1.788 m.), il Monte Mandriolo (2.089 m.), la Porta Manazzo (1.795 m.) ed il versante sud della Pontarina si raggiunge la Bocchetta Larici (1.876 m.). Il percorso si snoda ora verso Est sfiorando Cima Larici (2.033 m.) e Monte Erba (2.031 m.) fino ad arrivare a Porta Renzola o Lanzoletta (1.949 m.) da dove scende lungo l’impluvio della Val Renzola e reimmettersi nella strada delle Portule. Dopo essere passati per la Malga Larici di Sotto si ritorna al punto di partenza.


Difficoltà e tipo di escursione: Escursionistico – giro ad anello
Tempo di percorrenza: 5-6 ore circa
Dislivello: 700 m.
Materiali ed abbigliamento: da media montagna
Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Sonia Tasca



9 NOVEMBRE 2008
SENTIERO DIDATTICO:”ANTONIA DAL SASSO” (Uscita per manutenzione)

Responsabile: Claudio Bizzotto


MONTAGNA CON GUSTO
(2-3 serate in sede e 3 uscite il sabato pomeriggio)
Vedere locandina del corso allegata


Trasporto: mezzi propri
Responsabile: Claudio Bizzotto


9^ EDIZIONE CONCORSO FOTOGRAFICO “UN CLICK CON IL GRUPPO NATURALISTICO”

Il concorso fotografico è giunto alla nona edizione, sembra ieri, quanto cogliendo l’intuizione di qualcuno del gruppo ci siamo buttati in questa iniziativa, ed il successo ha superato le più rosee previsioni riscuotendo anno dopo anno un crescendo di risultati sia dal punto di vista numerico che di qualità fotografica.
Per partecipare è sufficiente presentare le proprie fotografie (massimo n. 3 foto) scattate nel corso delle escursioni naturalistiche dell’anno.
Durante la cena di chiusura dell’attività, a seguito di una votazione effettuata tra i presenti, verranno premiate le prime tre foto classificate in base alle preferenze ricevute.
Partecipando contribuiamo inoltre alla buona riuscita dell’iniziativa ed abbiamo la possibilità di veder premiata una nostra fotografia, scelta con cura ed attenzione, tra dubbi e certezze, verificando di volta in volta la corretta messa a fuoco, il contrasto dei colori, l’impatto emotivo od il semplice ricordo di un’escursione. L’importante è partecipare, vincere è possibile.



SENTIERO DIDATTICO “ANTONIA DAL SASSO”

Nel 2008 termineremo la potatura dei castagni, continueremo con la sistematica pulitura dei terrazzamenti, effettueremo una corretta ed attenta manutenzione del sentiero e saremo inoltre impegnati con delle escursioni guidate per le scuole.


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