Club Alpino Italiano

Sezione di Bassano del Grappa

Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Tipologie di Dati raccolti

Fra i Dati Personali raccolti da questa Applicazione, in modo autonomo o tramite terze parti, ci sono: Cookie, Dati di utilizzo, Nome e Email.

Altri Dati Personali raccolti potrebbero essere indicati in altre sezioni di questa privacy policy o mediante testi informativi visualizzati contestualmente alla raccolta dei Dati stessi.
I Dati Personali possono essere inseriti volontariamente dall’Utente, oppure raccolti in modo automatico durante l'uso di questa Applicazione.
L’eventuale utilizzo di Cookie - o di altri strumenti di tracciamento - da parte di questa Applicazione o dei titolari dei servizi terzi utilizzati da questa Applicazione, ove non diversamente precisato, ha la finalità di identificare l’Utente e registrare le relative preferenze per finalità strettamente legate all'erogazione del servizio richiesto dall’Utente.
Il mancato conferimento da parte dell’Utente di alcuni Dati Personali potrebbe impedire a questa Applicazione di erogare i propri servizi.

L'Utente si assume la responsabilità dei Dati Personali di terzi pubblicati o condivisi mediante questa Applicazione e garantisce di avere il diritto di comunicarli o diffonderli, liberando il Titolare da qualsiasi responsabilità verso terzi.

Trekking sul Catinaccio

DAL ROSENGARTEN RE LAURINO VI OSSERVA

Mi presento: sono Laurino, il Re dei Nani, un popolo buono sempre occupato a cercare tesori nascosti nelle viscere del mio regno.
Già, il mio regno….oggi è una montagna bellissima di pietre ardite ed appuntite, ma non è stata sempre così.

RosengartenUn tempo lontano, quando gli uomini vivevano in pace, era verde ed ondulata con al centro un meraviglioso giardino di rose rosse. Era bello passeggiare tra colori e profumi, arrivare fino al suo confine, un semplice filo di seta.
Ma mi sentivo solo e così cercai una compagna. Mi piaceva molto la principessa Similda, ma io non piacevo a lei… sono un nano, neanche mi vedeva! Così la rapii e la portai nel mio giardino. Veramente lei viveva bene con me. Ma possedeva un fratello, che scoprì le rose ed il nascondiglio della sorella. Venne con le armi a riprendersela, catturò pure me e mi imprigionò. Un giorno riuscii a fuggire ed a tornare nel mio regno. Eccolo, era ancora bello: le rose rosse erano rifiorite! Le rose, proprio loro mi avevano tradito! Allora feci un incantesimo: le trasformai tutte in pietra, in modo che né di giorno, né di notte nessuno potesse vederle. Ma mi dimenticai dell’alba e del tramonto.

Così ancor oggi, in quegli attimi, le rose riflettono il loro colore sulle pareti di roccia, che come per magia diventano rosse!
Anche se nessuno mi vede, io vivo sempre lì, tra le rose impietrite, nel mio regno, il Rosengarten. Anche perchè possiedo una cappa che mi rende invisibile! Dalle torri del Rosengarten osservo gli uomini percorrere la fitta rete di sentieri, che loro stessi hanno creato. Temo sempre che scoprano il mio giardino, tento di nasconderlo, ma non sempre mi riesce.

Una mattina scorgo quindici uomini incamminarsi da Lavina Bianca, curvi sotto pesanti zaini. M’incuriosiscono….dove andranno?
Imboccano la valle di Ciamin, si soffermano a guardare le acque chiacchierine ed allegre, incorniciate da  cerulee Genziane asclepiadee; qui gli zampilli scorrono
Fontana in Val Ciaminnelle canalette scavate artisticamente nei rami e sono magiche: bevetele e guarirete da molti malanni!
Salgono, ma non dimenticano di guardare il mio castello, sapete gli uomini hanno dato un nome a ciascuna punta, ora s’incantano davanti alle Torri del Vajolet. Arrivano al rifugio Bergamo, dove depositano i loro fardelli. Per fortuna entrano, forse non vedranno le mie rose!
Macchè, nonostante la serata scura, i fiori mandano i loro riflessi sulla parete del rifugio, che s’indora, e a lungo arrossano il cielo. Solo due di loro, nel buio, sedute sulla panchina, si godono lo spettacolo, finchè dalle creste nere, cullata dalla musica del torrente, non appare una falce di luna!

Il giorno dopo i piccoli uomini riprendono gli zaini e salgono i ripidi sentieri, aspettano l’arrivo del sole al rifugio Principe; da qui il mio castello è bellissimo: il Rosengarten troneggia nel cielo azzurro. Rifugio Principe
Poi scendono e s’arrampicano fino al Passo di Molignon, s’abbassano al rifugio Tires e percorrono il sentiero sotto i Denti di Terrarossa.
Amo le mie rose, ma non dimentico tutti gli altri fiori; qui la Natura ha sparso dappertutto cespi e cespi di Genziana germanica e grosse Stelle alpine. Loro si chinano per vederle meglio… ma attenti a dove mettete i piedi… il pendio è
Genziana germanicascivoloso! Ecco mi preoccupo per questi escursionisti e pensare che i loro antenati hanno distrutto il mio giardino.
E continuano il viaggio (ora sono alle loro spalle…incuriosito), ma non dimenticano la mia presenza, si girano in continuazione a guardare le mie guglie, finchè non ne appaiono delle altre: è il castello del mio amico Sciliar. Ecco dove sono diretti, verso il rifugio Bolzano… quello è messo in posizione strategica… da lì è facile scorgere le mie rose; per forza me l’hanno costruito proprio di fronte, là allo scoperto in splendida posizione!
Alla sera però riesco a proteggere i miei fiori, copro il cielo con dei grossi nuvoloni neri e per sicurezza spargo pure una pioggerella passeggera.

Ma l’alba successiva il cielo è sgombro dalle nubi, per cui le rose arrossano le cime ed il cielo. Poco male, penso io, tanto gli uomini sono dei dormiglioni. Macchè ...il magico rosa entra dai vetri e sveglia qualcuno…due degli escursionisti sono là immobili dietro ai vetri  a  gustarsi il trasfigurarsi del ciMonte Pezelo sino al lento ed incantato apparire del Sole!
In seguito tutti insieme conquistano la cima del Pez, uno splendido balcone sulle Dolomiti: il mio Rosengarten vicinissimo, più in là Latemar , Sassol
ungo e Sassopiatto, in fondo Pelmo  Antelao Civetta ed un mondo infinito di vette, avvolte dalla leggera foschia del mattino! 
I “miei” escursionisti indugiano a lungo vicino alla croce, sembra che quasi non vogliano scendere, ammirano, ridono, si radunano tutti insieme, si mettono in piccoli gruppi e finalmente ritornano al rifugio.
Eccoli ancora con gli zaini in spalla prendere un sentiero ripido. Attenti è molto ripido! Così scompaiono dentro uno stretto valloncello e per un po’ scompaiono alla mia vista. Dopo parecchio tempo li ritrovo a malga Sessel. Sono molto
La gola del Diavolosoddisfatti…hanno percorso la Gola del Diavolo! Lo credo bene, hanno attraversato il lungo ponte costruito dagli uomini dentro  il selvaggio canyon stretto tra le rocciose pareti rossastre. (6)
Ancora una piccola salita li aspetta e poi la discesa per ardite passerelle…dal mondo delle rocce a quello dei vegetali.
Ed io sono sempre là che li seguo facendo cucù tra le fronde di larici ed abeti. Finchè, quando arrivano alle loro auto in attesa a Lavina Bianca, li premio mostrando in tutta la sua interezza il mio castello illuminato dal sole.
Ve lo meritate piccoli uomini, per ben tre giorni avete salito ripidi pendii e disceso valli scoscese. Ma non vi vedo stanchi, anzi siete molto soddisfattati.

Ritornate ancora nel mio regno…io vi aspetto!  

 

 

 

Antonietta

 

Novembre

24

Venerdì