Immersi in una natura primordiale

Nell’ assonnato mattino del 28 marzo (è infatti appena cambiata l’ora) ha inizio la nuova stagione escursionistica del gruppo naturalistico. Per cominciare con dolcezza, il percorso è tutto pianeggiante: si va alla scoperta della vegetazione planiziale, cioè come doveva presentarsi la pianura vicina al mare in epoche molto antiche. Si abbinano due ambienti diversi, ma in parte simili: il Bosco Nordio e Valle Averto.

Si tratta di due luoghi devastati dall’uomo, che li sfruttò per fini economici, ma ai nostri tempi restituiti alla loro primordiale bellezza da altre persone amanti della natura.
Si calpestano dapprima le dune fossili del bosco Nordio. E’ un camminare particolare, sembra di muoversi in un terreno morbido, quasi soffice. Un tempo questo bosco era una spiaggia, lambita dal mar Adriatico, che nei secoli si allontanò, ricacciato più in là dalla forza del Po. Questo piccolo lembo di terra mostra la rivincita della natura sull’uomo. Chi acquistò questo terreno ( Nordio appunto) vide vani i suoi sforzi di farne una campagna coltivata prima e una pineta poi. Qui vegetano solamente farnie e lecci, creando l’habitat ideale per anfibi e rettili. Il Pelobate fosco, la rana di Lataste e la testuggine di palude sono gli ospiti più coccolati: in via d’estinzione, vengono allevati e protetti. Per i mammiferi invece trovano spazio, dimostrandone con le impronte la presenza, il tasso e i daini (o le “daine”) visto che è rimasta nella riserva solo la presenza di esemplari femmina; ciò è stato voluto da Veneto Agricoltura per eliminare così definitivamente animali introdotti erroneamente in un habitat che non è il loro.
Nel pomeriggio invece si va alla scoperta dell’oasi del WWF di Valle Averto. In questa zona umida d’importanza internazionale è piacevole muoversi tra canali e canneti, accompagnati dal canto e dal fruscio degli uccelli. Non molti in verità in questa giornata di acqua alta. Però cormorani, anatre ed un maestoso cigno si mostrano ugualmente ai binocoli a caccia di volatili. Non manca una lontra, che rapida e furtiva, nuota per un attimo nelle acque torbide dei canali, catturata solo da qualche raro obiettivo fotografico. Non è propriamente una bella presenza, sarebbe piuttosto un danno per l’ambiente, ma lei rivendica il suo diritto alla vita non lasciandosi allontanare dall’uomo: qui è stata messa e ci si trova benissimo.
E’ bello muoversi tra lavorieri e cavane. Infatti nell’oasi sono state ristrutturate le antiche strutture per la pesca. Il lavoriero è un canale d’acqua che conduceva i pesci ad un inevitabile destino di pescato; la cavana invece era un ricovero per le barche, costruita con le arelle, oggi è divenuta un osservatorio da cui spiare gli uccelli nelle loro incombenze quotidiane. E loro i volatili, ignari di essere guardati, continuano serenamente a vivere tra stagni e cannucce. Addirittura in tempo di caccia, la popolazione aumenta: hanno capito che qui sono al sicuro dai tubi fumanti degli uomini.
In un simile ambiente si può solo procedere cauti, consapevoli di essere ospiti appena tollerati, ma tuttavia desiderosi di far parte della magia della natura.

 

Antonietta

Login

Per accedere alle pagine riservate devi fare il login

Calendario eventi

Maggio 2012
L M M G V S D
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3