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Giochi di luce e di colore tra le vette Feltrine
Domenica 4 Luglio offre un biglietto da visita dei migliori: un cielo terso e sereno come raramente succede in piena estate. Anche la temperatura sembra ideale: fa caldo, ma non afoso. Le premesse ci sono tutte per un’escursione delle migliori. Se si aggiunge un ultimo, ma fondamentale ingrediente, la fioritura, si ottiene un risultato eccezionale.
Infatti le fioriture abbondano nel percorso che dalla val Noana conduce al rifugio Boz, nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Sono talmente numerose che sembra che qualcuno si sia preso la briga di spargere semi a piene mani.
Dapprima sorprendono i molteplici esemplari di Dactylorhiza fuchsi dalle sfumature variabili da un rosa chiaro ad uno più intenso, fino quasi al color fucsia. Sembra che il nome della specie derivi dal suo colore; niente di più sbagliato. E’ tale in onore del botanico e medico tedesco Leonhart Fuchs, esperto in erbe medicinali; mentre il nome del genere deriva dalle due parole greche “dito” e “radice” in riferimento ai suoi tuberi suddivisi in diversi tubercoli, cioè a forma digito-palmata. Altra particolarità dell’orchidea sono le foglie lanceolate con macchie scure, da cui deriva anche l’altro nome piuttosto comune “maculata”.
Osservate e fotografate le orchidee si può concentrare l’attenzione su altre particolarità botaniche come la Cortusa matthioli, una ranuncolacea endemica piuttosto rara, dalle grandi foglie verdi scure, a contorno circolare, lobate,irregolarmente dentate e increspate; da esse spunta il fusto fiorifero peloso con piccoli fiori campanulati penduli rosa-porpurei.
Più avanti ecco apparire in alto, sotto le rocce, gruppi di gigli rossi. E’ difficile raggiungerli, ma alcuni incalliti fotografi s’arrampicano faticosamente per immortalare l’appariscente e fiammeggiante Lilium bulbiferum.
Però colpiscono anche i colori, i gialli in particolare: sono le vaste distese di ginestrina, che dipingono con macchie dai disegni astratti i dolci pendii. Rendono ancora più perfetto il quadro gli imponenti sfondi, disegnati dal Sass de Mura e dal Pavione.
Il sentiero serpeggia in questo scenario rendendo facile e piacevole il cammino. Superato il passo di Mura, costeggia tra ampi prati il Colle S.Pietro, quindi scende dolcemente fino a penetrare nel bosco misto di abete e faggio, intervallato da ampie radure trapuntate di asfodeli.
Questa liliacea dai fiori molto vistosi, rosa pallido a forma di stella, rappresenta l’immortalità dell’anima e i valori incancellabili dello spirito. Per il suo colore tenue, l’asfodelo fu considerato nella mitologia greca, il fiore dei prati appartenente al regno dei morti, “ i campi elisi”.
A noi stupisce invece per bellezza ed eleganza il suo fiore dalla densa spiga lunga e slanciata sull’alto stelo, che si lascia cullare dolcemente dalla brezza.
Così alla fine dell’escursione l’animo è appagato per aver goduto di tanta bellezza.
Antonietta